ChatGPT sta sostituendo Google? Cosa cambia per chi ha un’attività

Pubblicato il 25 ottobre 2026 alle ore 12:35

Visibilità online · Lewel

ChatGPT sta sostituendo Google? Cosa cambia per chi ha un’attività

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui cerchiamo informazioni. Ma questo significa che Google non serve più? Per un’impresa, capire la differenza è fondamentale per scegliere dove investire.

Si sente dire sempre più spesso: «Ormai si cerca tutto su ChatGPT, Google è finito».

È una frase che attira l’attenzione, ma semplifica troppo una trasformazione importante. Prima di cambiare la propria strategia pubblicitaria, conviene distinguere i dati dalle impressioni.

ChatGPT viene usato anche per fare, oltre che per cercare

Uno studio pubblicato nel settembre 2025, firmato da ricercatori di OpenAI e accademici di Harvard e Duke, ha analizzato come viene utilizzato ChatGPT. Tra gli impieghi principali emergono consigli pratici, ricerca di informazioni e scrittura: insieme rappresentano quasi l’80% delle conversazioni analizzate.

Questo aiuta a capire un punto essenziale: un messaggio inviato a ChatGPT non equivale automaticamente a una ricerca sottratta a Google.

Chiedere di riscrivere una mail, correggere un testo o preparare una presentazione significa utilizzare un assistente per svolgere un lavoro. Cercare un negozio aperto nelle vicinanze risponde a un’esigenza diversa.

I due strumenti possono sovrapporsi, ma non sono intercambiabili in ogni situazione.

I numeri di Google richiedono attenzione

Nel maggio 2025 Google ha dichiarato di registrare oltre 5 mila miliardi di ricerche all’anno. Dividendo quel volume per i giorni dell’anno, si ottiene una media superiore a 13 miliardi di ricerche quotidiane. Si tratta di una dichiarazione dell’azienda, riferita a quel periodo.

È un volume enorme. Tuttavia, confrontarlo direttamente con tutti i messaggi di ChatGPT produce una lettura poco precisa: cambiano le attività misurate, i periodi e il significato delle singole interazioni.

Questi dati non dimostrano che Google sia immune dalla concorrenza. Ma non giustificano nemmeno l’idea che sia diventato irrilevante.

La ricerca sta diventando una conversazione

La novità più interessante riguarda il modo di formulare le domande.

Una persona può iniziare chiedendo a un assistente di intelligenza artificiale quali caratteristiche valutare prima di acquistare un prodotto. Poi può cercare su Google i rivenditori, confrontare le recensioni e visitare i siti delle attività.

È un esempio di come potrebbe svilupparsi un percorso di acquisto: più strumenti possono contribuire alla stessa decisione.

Per un’impresa, quindi, vale la pena domandarsi dove e come i potenziali clienti raccolgono informazioni, oltre a contare le visite al sito.

Anche Google integra l’intelligenza artificiale

Il confronto non riguarda due mondi separati. Google ha introdotto esperienze di ricerca con risposte generate dall’intelligenza artificiale, come AI Overviews e AI Mode.

Nella propria documentazione, Google conferma che le buone pratiche SEO restano rilevanti anche per queste funzionalità: contenuti utili e affidabili, pagine accessibili e informazioni comprensibili continuano a essere la base. La presenza nelle risposte, però, non è garantita.

Questo offre un’indicazione concreta: lavorare bene sul sito mantiene valore anche mentre cambiano le modalità di ricerca.

Cosa fare se hai un’attività a Rimini e dintorni

La mia indicazione per un negozio, un professionista o una piccola impresa è partire dalle informazioni che aiutano davvero il cliente a scegliere.

Un sito chiaroDeve spiegare quali servizi offri, dove lavori e come contattarti, con testi leggibili anche dal telefono.
Una presenza locale curataOrari, recapiti, indirizzo e descrizione dell’attività devono essere aggiornati e coerenti.
Contenuti che rispondono a domande concreteCosti, tempi, differenze tra servizi e modalità di lavoro sono argomenti più utili di pagine piene di slogan generici.
Risultati misurabiliPer valutare una campagna pubblicitaria, considero richieste di informazioni, appuntamenti e vendite insieme ai clic. È questo confronto che permette di capire se l’investimento sta funzionando.

Come vedo questa evoluzione in Lewel

Per me, la direzione è integrare Google, intelligenza artificiale e un sito facile da usare, scegliendo gli strumenti in base agli obiettivi dell’attività.

L’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per creare contenuti, organizzare il lavoro e aiutare le persone a orientarsi. Google continua a essere un canale da valutare con attenzione, soprattutto quando qualcuno cerca un servizio preciso.

Il criterio con cui scegliere resta concreto: riuscire a farsi trovare, spiegare bene il proprio valore e trasformare l’interesse in un contatto.

Vuoi migliorare la visibilità della tua attività?

Contatta Lewel: possiamo valutare insieme il tuo sito e le opportunità più adatte alla tua situazione.

Scrivimi su WhatsApp

Fonti di approfondimento

Studio sull’uso di ChatGPT: National Bureau of Economic Research.

Ricerche Google: Google.

Ricerca Google e funzionalità basate sull’intelligenza artificiale: guida per i contenuti nelle funzionalità di intelligenza artificiale e documentazione sulle funzionalità AI.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.